lunedì 22 luglio 2013

Lontano con Ute Ehrhardt



LE BRAVE RAGAZZE
VANNO IN PARADISO
LE CATTIVE DAPPERTUTTO
di Ute Ehrhardt

Il libro uscito nel 1994 in Germania è stato pubblicato in Italia
da Corbaccio nel 1996, con la traduzione di Stella Boschetti.
L'ironia del titolo non lo rende un libro comico, ovviamente, ma scorre e coinvolge, stimola e provoca con semplicità e leggerezza.

Le trappole culturali, gli atteggiamenti pseudo-naturali, le strategie psicologiche che spesso le donne adottano per sopravvivere vengono smascherate. L'autrice, psicologa, propone alla lettrice un percorso forse doloroso ma inevitabile  per conquistare la consapevolezza di sé.
Per essere donne vere occorre proprio smettere di essere "le brave ragazze" che ci hanno insegnato di essere, perché le cosiddette "brave ragazze" spesso sono donne perdenti, infelici, impotenti che hanno rinunciato a sé stesse, e perché come dice a chiare lettere il sottotitolo, essere "brave" non porta lontano.

Ovviamente il consiglio non è di togliersi l'abito da "santarelline" per indossare quello delle "diavolette", ma di attraversare l'analisi dei nostri comportamenti indotti e di conseguenza interrompere il circolo vizioso che continua a farci assumere nella società e nel privato i ruoli meno significativi, meno gratificanti, meno retribuiti, più pesanti, e probabilmente anche lontani dal nostro potenziale e dalle nostre vere attitudini.

Questa lettura potrebbe abbinarsi bene al sostanzioso "SECONDO SESSO" di Simone De Beauvoir che risale al 1949 (storicamente uno dei primi studi sul ruolo e la ruolizzazione della donna) e al sempre valido "Dalla parte delle bambine" di Elena Gianini Belotti, uscito nel 1973 (grazie al quale rivivere quanto ci è stato indotto nella nostra infanzia e poter quindi evitare errori e cliché con i nostri eventuali figli e nipoti).

Bella la citazione di una frase di Platone, in quarta di copertina, sotto la foto dell'autrice:
"Non conosco una via infallibile per il successo, ma soltanto una per l'insuccesso sicuro: voler accontentare tutti".
In fondo il complesso di molte donne è proprio questo: Cercare di far tutti contenti.
Tutti tranne sé stesse!
Invece è necessario imparare a dire tutti i "no" e i "si" necessari, per non diventare invisibili.
Invisibili anche agli occhi di chi amiamo.




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